Il decreto n. 2024-497 mira ad accelerare la realizzazione dei grandi progetti pubblici strategici e a sbloccare quelli in difficoltà, introducendo procedure derogatorie più flessibili e rafforzando al contempo la gestione e il controllo. Si applica ai progetti pubblici strategici in settori chiave quali infrastrutture, energia, trasporti, agricoltura, sanità, cultura, sport e digitale, nonché ai progetti in difficoltà che incidono sulle priorità nazionali. Gli organismi interessati includono lo Stato, gli enti locali, gli istituti e le imprese pubbliche.
La governance si basa sulla Commissione nazionale per i grandi progetti, che fa capo alla Presidenza del Governo ed è presieduta dal Capo del Governo. Questa commissione, composta dai ministri settoriali e dal Governatore della Banca Centrale, convalida la natura strategica dei progetti, fornisce un parere sull’assegnazione degli appalti e dei relativi allegati, ne segue l’esecuzione tramite un quadro di controllo e propone soluzioni alle difficoltà incontrate.
Per l’aggiudicazione degli appalti, il decreto autorizza la negoziazione diretta con operatori qualificati, la consultazione ristretta di imprese che dispongono delle garanzie necessarie e la preselezione seguita da una negoziazione diretta secondo criteri oggettivi. Questi appalti sono esenti dall’obbligo TUNEPS e dal controllo preventivo delle commissioni abituali.
Il monitoraggio dei progetti è assicurato dal ministero competente, che deve presentare alla commissione una relazione dettagliata che includa il quadro del progetto, il finanziamento, gli ostacoli, il calendario e gli indicatori. Una commissione tecnica all’interno di ciascun organismo supervisiona l’apertura e la valutazione delle offerte, la negoziazione e la redazione dei contratti e trasmette relazioni mensili alla commissione nazionale. I servizi di controllo della spesa pubblica verificano l’esattezza delle fatture e la disponibilità dei crediti.
Questo decreto consente di ridurre le lungaggini amministrative, sbloccare i progetti prioritari e rafforzare la governance, conciliando al contempo la flessibilità delle procedure e la trasparenza nella gestione degli appalti pubblici.